domenica 1 marzo 2015

I Bagni di Diana


I Bagni di Diana sono stati la prima piscina pubblica (di lusso) di Milano e d'Italia, realizzati nel 1842 dall'architetto Andrea Pizzala, in Porta Venezia. Vennero abbattuti nel 1908, per fare posto all'Hotel Diana. Vennero inaugurati il 9 luglio 1842 come "stabilimento per la scuola di nuoto". Sorgevano fra gli orti che ancora dominavano l'area circostante Porta Venezia.
L'acqua che affluiva nei Bagni di Diana era quella della Gerenzana, ossia dalle acque del Seveso mutate di nome dopo aver incrociato quelle della Martesana in corrispondenza della via Melchiorre Gioia.
La vasca misurava 100 metri ed era larga 25, sviluppandosi parallelamente ai bastioni, lungo l'allora viale Monforte (oggi viale Piave). L'intero complesso si estendeva infatti nell'isolato compreso inoltre fra le vie Nino Bixio, Giuseppe Sirtori, e Paolo Mascagni.
Il complesso era particolarmente grosso e sviluppato. Si componeva di centoventi cabine, e vantava un ristorante, un caffè e un vasto giardino con pioppi, ippocastani e salici piangenti. L'accesso era riservato soltanto agli uomini, tuttavia dal 1886 fu consentito anche alle donne in appositi orari durante la mattina.

















Quando ai primi del '900 arrivò l’acqua potabile nelle case, comoda e sicura, la fortuna dei Bagni di Diana declinò.
E nella pianificazione di riqualificazione di Porta Venezia la piscina fu sacrificata; nel 1908 l' impresario teatrale Luigi Zerboni l' aveva trasformato in un centro di ritrovo, di svago e di spettacoli concepito secondo la corrente moda parigina: era il "Kursaal Diana", dotato di ristorante, hotel meuble' , sala da ballo, sferisterio per il gioco della pelota basca (sino al 1947) e, fiore all' occhiello, di un teatro soprattutto destinato a ospitare i piu' acclamati cantanti e attori di operette senza peraltro rifiutare cabarettisti, "fini dicitori" e "divinatori del pensiero".
Al posto della piscina venne creato un enorme giardino di oltre 2500 mq con uno splendido ristorante all'aperto. Il progetto fu di Alberto Manfredini.
Nel 1922 venne ristrutturato con pesanti modifiche da Giorgio De Finetti.
Il teatro divenne dopo pochi anni un cinema e infine, dal 2002 è passato a Gucci che lo utilizza per le sfilate.





























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