domenica 15 marzo 2015

La Cascina Arzaga



“ Cascina Arzaga … La via omonima ci conduce alla nota cascina. Si tratta di una costruzione campagnola di stile quattrocentesco che testimonia l’antica presenza di una comunità religiosa più la presenza di signori in cerca di svaghi. La fronte della costruzione è in cotto e chiusa alle ali da facciate di pietra ornate di decorazioni goticheggianti. Un ampio portale introduce nell’ampia corte occupata per tre lati da una loggia a grandi archi acuti dimezzati nella loro altezza in modo da consentire l’uso ad abitazione civile. Il lato aperto verso la campagna è occupato in parte dalle costruzioni dell’antica chiesetta ora abbandonata, ed in pietosissime condizioni, curiosa costruzione che riproduce in minori proporzioni la forma della vera chiesa di S. Carlo al Lazzaretto. I nuovi cantieri sorti attorno all’Arzaga le hanno tolto il respiro e mutato profondamente l’aspetto di questa zona che, poco più di dieci anni fa, era rifugio dei ricercatori di pace campestre a quattro passi dal centro metropolitano. In questo nuovo quartiere Arzaga sarà costruita la chiesa dedicata ai Santi Patroni d’Italia su progetto dell’arch. Antonello Vincenti.” 

Da “Passeggiate milanesi fuori porta” a cura di Raffaele Bagnoli Almanacco della Famiglia Meneghina 1965.



Enorme cascinale, era il punto di riferimento per tutto il Contado di Porta Vercellina. Cascina Arzaga era formata da due cortili tra loro comunicanti. Il primo racchiudeva l’aia, la chiesetta ed un lungo corpo di fabbrica disposto ad “U” con le case dei salariati, un grandioso portale d’ingresso ad arco acuto e la casa padronale. Il secondo cortile era molto più ampio e comprendeva la grande stalla delle mucche, il ricovero dei buoi e la scuderia dei cavalli. L’uscita verso i campi era protetta da un robusto cancello in ferro battuto. Spaziosi porticati completavano il cortile su tutto il suo perimetro. Al riparo dalle intemperie, sotto il porticato di comunicazione tra i due cortili, era posizionata la pesa. Anche l’androne era richiudibile con un cancello in ferro battuto. L’abbeveratoio per il bestiame era costituito da una lunga vasca scolpita nel granito. Si trattava di un’opera monumentale, di grande valenza architettonica.





L’acqua, estratta dal sottosuolo con robuste pompe a stantuffo azionate manualmente, fuoriusciva dalla bocca di due artistiche teste di leone sistemate agli estremi. Si trattava di un lavoro massacrante, che doveva essere eseguito più volte al giorno e tutti i santi giorni dell’anno. Un grande giardino con orto e frutteto si estendeva a nord della casa padronale.
Nei terreni adiacenti scorreva il Roggione Castelletto “el Rongion”, un grande fontanile con la sorgente nei pressi dell’attuale piazzale Siena. Gli ultimi proprietari dell’Arzaga furono i signori Parravicini. La monumentale cascina venne demolita nottetempo, negli anni ’60, provocando vibrate proteste nella cittadinanza: un’altra vittima illustre “sacrificata” all’espansione frenetica della Città nel periodo del cosiddetto “boom economico”.



Dell’antico e storico complesso rimane solamente, a titolo di modesto risarcimento morale, il nome della strada che collega le vie Bartolomeo D’Alviano, San Gimignano e Primaticcio. Le sue aree agricole erano irrigate con la Roggia Patellana con sorgente principale (l’attuale fontanile Patellani) a Settimo Milanese. Nella Roggia Patellana, oltre alle acque “vive” dei fontanili Patellani, Acquani e Masonè, confluivano le “colature” di parte delle aree agricole di Cascina Linterno.
Un complesso sistema idraulico gestito con perizia dal suo “campèe” che, oltre alla razionale distribuzione delle acque alle coltivazioni di Cascina Arzaga, esercitava una meticolosa sorveglianza per l’applicazione delle rigide norme e servitù d’acqua vigenti. “El Luisett” fu l’ultimo “campèe” del Patellani.





Alla chiusura della Cascina Arzaga, nonostante l’età avanzata, la schiena ricurva ed altri fastidiosi acciacchi di salute, continuò l’attività agricola presso l’Azienda Agricola Proverbio di Cascina Linterno. Era un esempio per tutti, per la proverbiale saggezza ed il comportamento equilibrato. Mai una parola fuori posto, dotato di una calma proverbiale, mai un litigio, un dissapore, Persona veramente eccezionale; un vero “campèe”, un “uomo della legge”, l’autorità indiscussa sul Territorio. Cascina Linterno e l’Arzaga sono sempre state strettamente correlate tra loro per l’utilizzo delle acque. La Linterno, infatti, era l’unica cascina che poteva vantare il diritto di attingere le acque del Patellani attraverso due imponenti chiuse situate rispettivamente in via Pompeo Marchesi e nei pressi della Cava Casati all’altezza di via Rossellini.
La prima chiusa non esiste più, mentre la seconda, detta del “Trii Baselloni” è ancora presente e funzionante grazie all’intervento di restauro e di ripristino della funzionalità idraulica compiuta da Italia Nostra (in qualità di gestore del Parco delle Cave) in stretta collaborazione con alcune Associazioni di Volontariato (Guardie Ecologiche, Ovestmania, Comitato Rossellini) e gli Amici della Linterno.
 http://cascinevercellina.xoom.it/Pdf/11-ott05-Arzagaedintorni.pdf

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