mercoledì 4 marzo 2015

Le stazioni funebri di Milano


Fin dal 1° gennaio 1895 una speciale tram di colore nero che effettuava il trasporto dei defunti al da poco inaugurato cimitero di Musocco, con stazione di partenza in via Bramante o, meglio, in quel tratto finale di via, rasente al " Monumentale", oggi intitolato a Luigi Nono.
Venne realizzata una apposita stazione per lo scarico dei feretri. All’interno erano previste una sala per la benedizione delle salme o per discorsi funebri e altre due per il deposito temporaneo dei feretri.
All’esterno vi era un’elegante tettoia in ferro a tre campate sostenute da sedici colonnine in ghisa. La campata centrale, più alta di quelle laterali, era destinata al convoglio in prosecuzione per il cimitero Maggiore, le altre due alla motrice con le salme e alle carrozze di accompagnamento per l’arrivo dei servizi diretti al Monumentale. Il tram funzionò sino al 1925, quando entrarono in servizio carri funebri a batterie elettriche.



Il flusso di persone era troppo elevato quindi l’Ufficio Tecnico di Milano decise di costruire una seconda stazione funebre a Sud di Milano. La scelta ricadde su Porta Romana poiché godeva della riservatezza necessaria, grazie alla presenza delle Mura che avrebbero celato la palazzina lungo il lato Sud-Est, e si collocava vicino al sedime tramviario della Circonvallazione. Il progetto, realizzato nel 1907, suddivise l’area all’interno del Bastione in due zone: la prima rivolta verso l’attuale Viale Filippetti, era dedicata alla funzione pubblica e comprendeva il cortile d’ingresso e l’edificio della stazione. La seconda zona ancora oggi esistente, con ingresso indipendente alla Piazza, era dedicata prevalentemente alla circolazione dei tram e comprendeva la tettoia e il deposito.



La stazione era sorta sull'area dell'ex "Monte Tabor", famoso luogo di divertimento che impazzò per tutto l'800. Una sorta di scivolo in legno con due solchi paralleli entro cui scorrevano dei sedili a rotelle che, sfruttando la ripidità del bastione, producevano l'effetto di "montagne russe".
Alla stazione di Porta Romana approdavano i cortei funebri provenienti dai rioni meridionali della città. Dal carro la bara veniva trasferita sulla nera carrozza tranviaria , coi finestrini a vetri smerigliati e recanti lo stemma del Comune.





Carrozza riscaldata d'inverno e ventilata d'estate, oltre che provvista di sedili di velluto per i "dolenti".
I milanesi con la consueta cinica ironia chiamarono il tram nero "la Gioconda".
Erano in servizio 22 motrici e 16 vetture.
All’entrata in funzione del servizio di trasporto su gomma, la Stazione Funebre perse progressivamente il suo compito e nel 1926 la stazione venne donata dall’Amministrazione Pubblica Comunale all’Azienda Trasporti Milanesi, che trasformò l’edificio in Dopolavoro per i dipendenti A.T.M.
Tre anni dopo il deposito venne demolito e fu costruito il teatro-sala da ballo al posto della tettoia dei tram che in seguito divenne una celebre sala da ballo e da concerti, il Ragno d'Oro.
Oggi nell'edificio in Porta Romana si trovano le Terme di Milano.



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