domenica 8 marzo 2015

Rogoredo



Nel 1863 il neonato Regno d'Italia completa alcune linee ferroviarie iniziate sotto gli austriaci.
Tra queste la Milano Piacenza e la Milano Genova. Le due linee si uniscono all'altezza della Via Emilia. A Rogoredo, dove viene costruita una stazione.
Per costruirla viene demolita una antichissima cascina, la Cascina Rogoredo, intorno al quale era sorto un piccolo borgo. I primi riscontri dell'esistenza di Rogoredo risalgono al Sacro Romano Imperatore Carlomanno. Vi sono riferimenti già nell'880.
Nel 1869 venne stabilito a Rogoredo, all'epoca parte del Comune di Chiaravalle, un opificio.
Poi fu il turno di una fabbrica di "torce a vento". Esistenti invece da secoli un mulino sul Cavo Taverna (visibile sino ai primi anni 80 al civico 17 di via Rogoredo), dove si producevano olio e riso. Un altro opificio viene aperto nel 1875. Si aggiunsero in pochi anni vari negozi di alimentari e parecchie osterie e trattorie.
Nel 1880 venne costruita il tramway privato tra Milano Porta Romana e Lodi, con una fermata a Rogoredo.



Nel 1886 con la richiesta pressante di ghisa da parte delle ferrovie (erano da poche state sostituite i binari ferroviari di legno con quelli in acciaio), Luigi Riva (antenato dei Riva oggi impelagati nella melma tarantina dell'Ilva), costruì la Ferriera di Rogoredo. Impianto modernissimo e all'avanguardia in Italia. Nel frattempo avvengono le prime speculazioni edilizie.
I cugini Chiappa, che sono uno sindaco di Chiaravalle e l'altro sindaco di Nosedo, rastrellano terreni tutto attorno a Rogoredo e alla stazione. Questa corsa ai terreni ha inizio addirittura nel 1863.
Comprano tutti i terreni da dove sarebbe arrivato il Gamba de Legn (uno dei tanti trenini extraurbani dell'epoca) sino al confine con il comune di San Donato.



I terreni furono ceduti alle FFSS per realizzare l'enorme scalo merci di Rogoredo, alla Frigoriferi Milanesi per le derrate alimentari in arrivo dal sud, e poi ai Riva e ad altri impresari che realizzarono vari edifici lungo l'odierna via Rogoredo, oggi praticamente tutti demoliti per far posto a Sky e a Santa Giulia. L'ultimo, il Rebuscin, demolito nel 2013.



Nel frattempo l'acciaieria dei Riva viene stritolata dalla concorrenza e i Riva cedono l'impresa alla famiglia Merati nel 1890.
I Merati non ebbero miglior sorte e fallirono nel 1895. L'acciaieria andò all'asta fallimentare e fu rilvata dai fratelli Ezechiele e Costante Redaelli (industriali del ferro sin dal 1819) e dal loro giovane cognato Giorgio Enrico Falck.
Nel 1904 dalle Ferriere di Rogoredo uscirono 30.000 tonnellate di acciaio, circa un 1/7° del totale nazionale.
Nel 1911 il comune di Chiaravalle arrivò ad avere 4.776 abitanti, quasi tutti concentrati nel borgo di Rogoredo e lavoratori delle acciaierie.
Negli stessi anni i Redaelli divennero leader nazionali della produzione dell'acciaio aprendo i poli siderurgici di Bagnoli a Napoli e di Gardone Val Trompia e rilevando la Ferriera di Milano e la Fonderia Vanzetti (entrambe nell'area di Porta Romana).




Nel 1907 venne inaugurato il primo luogo di culto nella storia di Rogoredo. La prima pietra fu posta dal cardinale di Milano Andrea Ferrari nel 1905. L'indirizzo della chiesa è, allora, Via Privata n°1, essendo ancora tutta la lottizzazione di proprietà degli eredi dei cugini Chiappa.
Le acciaierie continueranno una fortissima espansione durante la Grande Guerra e negli anni del fascismo. In un'area poco distante, presso il Borgo Morsenchio sorsero altre industrie chimiche tra cui un impianto della Società Italiana Prodotti Esplosivi, poi Appula S.A. assorbita nel 1941 dalla Montecatini.





Negli anni '20 l'ATM  inserì nella rete urbana, come linea 32, la preesistente linea elettrica che univa Rogoredo con il centro, arretrando il capolinea da Porta Romana a piazzale Corvetto. La tranvia urbana restò a binario semplice, caso unico nella rete cittadina. Nel 1937 venne soppresso il treno per Lodi e nel 1960 il tram 32 per il Corvetto, sostituito da filovie ad autobus.
Nel 1962 verrà completata la tombinatura del Redefossi.




La Stazione di Rogoredo nel 1955; dal treno appena arrivato scendono operai ed impiegati delle acciaierie Redaelli e della Montecatini. Dal retrostante capolinea del 32 arrivano altri lavoratori. Il tipo di tram usato per il 32 era soprannominato "Gibuti", secondo alcune ipotesi per una vaga somiglianza col treno che percorreva l'Asmara-Gibuti in epoca imperiale. Uno dei "manetta" del 32, dagli anni 30 sino agli anni 50 è stato il papà della prima balleria della Scala Carla Fracci.







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