domenica 26 aprile 2015

Il conte Bonzi



La famiglia Bonzi, di origine cremasca, acquisì agiatezza sin dalla seconda metà del ‘400, quando Fachino Bonzi aiutò con le sue barche fluviali la repubblica Serenissima contro gli Sforza nella guerra per il possesso di Crema. Nel 1694 acquisirono titolo nobiliare diventando Conti del Fiume Serio.
Leonardo Bonzi nasce a Milano il 22 dicembre 1902, dal conte Iro e da Sarina Berra Nathan, nipote dell'omonima patriota ottocentesca e cugina del celebre sindaco di Roma Ernesto Nathan. 
La famiglia lo indirizza sin da bambino verso lo sport. Pratica sin da giovane il tennis che sarà una delle passioni della sua vita. Nel 1922 sostituisce un amico infortunato in una gara del campionato lombardo di motociclismo, e vince il titolo. Due anni dopo alla Settimana internazionale degli sport invernali che si svolse a Chamonix e in seguito riconosciuta come prima Olimpiade Invernale, Bonzi è il portabandiera dell'Italia e partecipa come membro dei team di bob a 4 e bob a 5.
Gli anni immediatamente successivi li dedica al tennis e allo studio universitario, laureandosi in Giurisprudenza alla Cattolica nel 1927 e in Economia e Commercio alla Bocconi nel 1928.  
Vinse i Campionati Italiani di Tennis in più riprese: nel 1926 si aggiudicò il doppio misto e nel 1929 raccolse i titoli nel doppio maschile e nel doppio misto. Nel 1928 e 29 si aggiudica la Coppa Milano e il Torneo Brian. Per circa 10 anni fece parte della "nazionale" italiana di Coppa Davis. Nel 1932, durante una sfida col miglior tennista dell'epoca, il francese Henry Cochet, uno dei Quattro Moschettieri, arriva ad un passo dalla vittoria. In vantaggio e con un match point, un tiro di Cochet finisce a pochi centimetri dalla linea. L'arbitro chiede a Bonzi se la palla fosse buona o meno. Bonzi risponde "buonissima", Cochet annulla il match point e poi rimonta e vince la partita.



Nei primi anni 30 Bonzi si dedica oltre che al tennis alle altre sue due passioni: l'aviazione e l'alpinismo.
Nel 1931 ottenuto il brevetto di volo tenta di atterrare sul ghiacciaio del Monte Bianco per una scommessa. L'aereo si capotta ma Bonzi miracolosamente si salva, inforca gli sci e scende sino a Courmayeur.
Sempre in quell'anno attraversa tutta l'Africa del Nord in aereo partecipando ad ogni singolo torneo di tennis, spesso vincendo. Fa tappa ad Algeri, Fez, Casablanca, Tripoli, Tangeri e Rabat; con sè aveva solo le racchette e le palline e uno smoking per le serate di gala alla fine dei tornei.
Il 1932 lo vede viaggiare per mesi in India durante una tournè della nazionale italiana di tennis, nel 1933 organizza una spedizione alpinistica con il celebre geologo Ardito Desio in Iran. Pilota personalmente il trimotore Caproni. Bonzi e Desio scaleranno oltre 20 vette iraniane della Catena dei Baktiari, tutte per la prima volta. 



Nel 1934 scala le montagne dell'Atlante del Marocco e ne discende le vette innevate con gli sci. Sempre lo stesso anno guida una traversata della Groenlandia con cani e slitte; scalano alcune vette inesplorate ma rischiano di morire di stenti e freddo, venendo infine salvati da una nave. 
Tra il 1935 e il 1937 scalò diverse vette dell'Himalaya, stabilì il record della prima traversata in aereo del deserto del Sahara e pubblicò il suo primo libro: "Deserti di ghiaccio, oceani di sabbia". Contemporaneamente pubblicò reportage dei suoi viaggi sul Corriere della Sera e Il Tempo ottenendo un enorme popolarità.

 





Nel 1937 si sposò con Elisa Lentati e come viaggio di nozze la portò in auto, una Lancia Aprilia, da Beirut sino a Bombay. Oltre 11.000 chilometri.
Nel 1938 viene celebrato come uno degli eroi del fascismo al Raduno del Littorio a Roma. L'anno successivo stabilisce il record del mondo del volo più lungo mai effettuato senza scali, da Roma ad Addis Abeba, in oltre 18 ore.
Nel 1940 viene arruolata come ufficiale nell'aeronautica e presto diventa un eroe dei cieli. Partecipa ad ogni azione aeronautica dal 1940 al 1943, celebre il suo intervento a Gimma, in Africa Orientale Italiana, dove con un’impresa rocambolesca riuscì a raggiungere le truppe italiane circondate dai nemici e a portare i rifornimenti di cibo ed armi. Durante il ritorno verso l'Italia venne catturato dagli Inglesi che lo rinchiusero in un campo di prigionia in Arabia. Bonzi riuscì a corrompere le guardie arabe, raggiungere l'aereo e scappare sotto il fuoco nemico sino a rientrare in Italia. Venne premiato personalmente da Benito Mussolini con la Medaglia d'Oro al valore militare e promosso Maggiore. Anche i nazisti lo premiano con una Croce di Ferro consegnatagli dal Generale Kesserling.
Dopo il settembre 1943 decise di partecipare alla guerra dalla parte degli Alleati, effettuando nuovamente decine di missioni di volo. Riceve altre medaglie e una promozione a Tenente Colonnello anche dai vertici militari USA.
Nel 1945 dopo il 25 aprile viene posto in congedo, con oltre 2000 ore di volo di guerra, decine e decine di missioni, 1 Medaglia d'Oro e 4 Medaglie d'Argento e 1 Croce di Ferro, i brevetti di Istruttore e Collaudatore di volo anche notturno.
Intanto, nel 1942 tra una missione e l'altra, aveva conosciuto a Roma Clara Calamai, allora attrice tra le più famose d'Europa e proprio in quell'anno star assoluta di Ossessione, il film capostipite del Neorealismo di Luchino Visconti.



Alla fine della guerra Bonzi ottiene l'annullamento delle sue prime nozze e sposa la celebre attrice.
Tramite lei conosce il famoso produttore cinematografio Carlo Ponti e ne diventa socio nella ATA, iniziando la carriera di produttore di film e documentari. 
Riprende anche a stabilire record aeronautici con un volo ininterrotto da Udine sino a Massaua nel 1948 e battendo il suo stesso record l'anno successivo con un volo da Milano a Buenos Aires a scopo benefico per raccogliere fondi per i bambini mutilati della fondazione di Don Gnocchi. 



In seguito brevetterà l'aerauto, fusione tra automobile ed aereo, pilotandolo da Roma sino a Mosca.
Sempre nel 1948 diventa membro del CdA di SEA, la società aeroportuale di Milano. Per oltre 10 anni si batterà per la chiusura di Linate e per l'espansione di Malpensa creando un grande aeroporto intercontinentale per tutto il nord Italia, una visione di quasi 50 anni troppo in anticipo. 
Gli anni 50 si aprono con nuovi record e nuove avventure. Stabilisce i recordo del mondo di velocità in volo sui 100 chilometri e sui 1000 metri. Viaggia in auto da Tripoli a Mogadiscio con una Alfa Romeo 1900 e inizia anche a girare i suoi primi, celebri, documentari: "Lettere dall'Africa" e nel 1952 "Magia Verde", girato nella foresta dell'Amazzonia nel Mato Grosso. Quest'ultimo viene presentato al Festival di Cannes e contende sino all'ultimo la Palma d'Oro a Vite Vendute, capolavoro di Clouzot. Per non far torto a nessuno i francesi inventano ex-novo un premio al miglior documentario che viene assegnato all'unanimità a "Magia Verde".
Come mezzo di trasporto per le attrezzature Bonzi utilizzò due Alfa Matta versione AR 51 abbinate ciascuna ad un rimorchio tipo biga da 6 quintali di portata complessiva, con le quali aprì una nuova via di comunicazione dall' Oceano Atlantico al Pacifico, compiendo una spedizione di oltre 7.000 km in quattro mesi. 


Gli equipaggi erano composti dal Conte Bonzi assieme al direttore della fotografia Mario Craveri, e dal regista Gian Gaspare Napolitano affiancato dall'operatore Giovanni Raffaldi.
Equipaggi e vetture dovettero affrontare una prova molto dura, negli ambienti più diversi, dalle piste immerse nella savana alle mulattiere sassose, dalle paludi del Mato Grosso ai valichi gelidi delle Ande, alternando alcuni giorni di sosta per effettuare le riprese a lunghi trasferimenti pieni di difficoltà. Unica assistenza per il primo tratto, l'appoggio aereo di un piccolo monomotore che settimanalmente portava rifornimento di viveri e quanto necessario agli esploratori, fino a quando le alte cime delle Ande non gli impedirono di seguire la spedizione. 
Nel 1955 gira in Indonesia "Continente Perduto", primo film italiano in Cinemascope; ottiene un successo clamoroso in tutto il mondo e sarà premiato ai Festival di Berlino e Cannes.
Nel 1957 gira con Carlo Lizzani "La Muraglia Cinese", documentario sulla Cina comunista che vinse il David di Donatello.



L'anno successivo lo trascorse tentando l'ingresso in politica con il Partito Liberale Italiano; sceglie una campagna elettorale all'americana, con i primi gadgets e cene elettorali, ma il collegio deve si candida al Senato, quello di Crema, non è certo pronto ad una politica così poco ingessata e "nuova",
Nel 1958 si separa da Clara Calamai, che per lui aveva rinunciato alla sua carriera al cinema e gli aveva dato due figlie. Nel 1961 sposò in terze nozze Jacqueline de Rieupeyroux . 
Nel 1966 la mutinazionale svizzera Nestlè in occasione dei festeggiamenti per il centenario gli commissionò un documentario sulla fame nel mondo che venne intitolato “Nourritures des hommes”.
La vita movimentata non gli impedì di seguire con scrupolo i suoi affari, oltre a molte cariche onorifiche fece parte del consiglio di amministrazione di ben 27 società.
Nel 1969 inizia a dedicarsi al Tiro a Volo. Fa ricostruire un nuovo Circolo in zona Ripamonti, ne diventa presidente e nel 1971 porta i Campionati Mondiali a Milano. Nel 1973 e 1974 è campione italiani di tiro nella categoria seniro.
Fu per lunghi decenni presidente del “Clubino” esclusivo circolo milanese per soli uomini che annovera tra i soci la borghesia e l’aristo­crazia illuminata di Milano.
Dagli anni '60 iniziò a vivere nella tenuta di caccia di famiglia nel Cremasco, a San Michele, lungo le rive del fiume Serio. Ospitò nella sua tenuta decine di personaggi nel jet set di quegli anni. 
La famiglia Bonzi dagli inizi del ‘900 possedeva una ampia fascia di territorio che si estendeva dalla frazione di Rovagnasco di Segrate fino al fiume Lambro e che comprendeva le cascine di Rovagnasco, Olgetta, Olgia e Melghera.
Nel 1968 conobbe Don Verzè che lo convinse a regalargli 25.000 metri quadrati di terreno tra Milano e Segrate, intorno alla Cascina Melghera. Il prete ci costruì l'Ospedale San Raffaele e poi presentò il conte Bonzi ad un giovane imprenditore edile, Silvio Berlusconi. Bonzi cedette le aree che gli restavano tra Rovagnasco e il Lambro; aree tutte non edificabili che prodigiosamente subirono un cambio di destinazione permettendo a Berlusconi la costruzione di Milano 2.
Nel 1976 Leonardo Bonzi viene colpito da due ictus; il secondo lo lascia in carrozzella. Depresso Bonzi brucia centinaia di lettere, foto e documenti della sua avventurosa vita.
Il 30 dicembre del 1977 muore a 75 anni dopo una vita incredibile. I funerali secondo le sue richieste sono in forma privatissima e la notizia della sua morte viene resa nota solo dopo gli stessi.
Sulla parete del suo palazzo in Piazza Duse il Comune di Milano appose una lapide presente ancor oggi. Gli sopravvivono le due figlie Iria ed Emilia.

 



























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