giovedì 6 ottobre 2016

Hemingway a Milano






Nel 1918 il deteriorarsi del primo conflitto mondiale in Europa spinse il reporter Ernest Hemingway a partecipare come volontario della Croce Rossa Americana in Italia;i l periodo di arruolamento era di 6 mesi.
Hemingway avrebbe voluto arruolarsi nell'esercito, ma i problemi di vista lo esclusero dall'accesso diretto all'avventura.

Così il 7 giugno del 1918, il diciottenne Hemingway arrivò alla Stazione Garibaldi di Milano da Parigi e diventò operativo come guidatore d'autoambulanza.
Altri giovani americani, più tardi scrittori famosi, si mossero nello stesso modo.
Nel 1918 il servizio ambulanze registra infatti 325 studenti dall'università di Harvard, 187 da Yale e 181 da Princeton. Prima della conclusione della guerra vi operarono John Dos Passos, E.E. Cummings, Harry Crosby, Louis Bromfield, Dashiell Hammett e parecchi altri.

A Milano il primo incarico di Hemingway fu il trasporto delle vittime di una fabbrica di munizioni di Bollate esplosa poco dopo il suo arrivo.Il futuro premio Nobel rimase fortemente scioccato dalle decine di cadaveri, quasi tutti di giovani donne, dilaniate dall'esplosione.
Di lì a poco Hemingway venne trasferito prima a Vicenza e poi a Schio, lontano dal fronte e impegnato con i civili. Hemingway chiese di essere avvicinato alle truppe operative. La tappa successiva fu Fossalta di Piave, dove distribuì cibo e sigarette ai soldati. Qui finalmente il giovane Hemingway si sentì a contatto con l'azione.



L'8 luglio, poche settimane dopo il suo arrivo, venne ferito da un colpo di mortaio austriaco, per poi essere ricoverato il 17 luglio nell'ospedale americano di Milano in via Armorari, con 237 schegge di un colpo di mortaio e due pallottole di mitragliatrice in corpo e conseguente rischio di amputazione della gamba destra.

 La sosta forzata a Milano fu densa di avvenimenti. Hemingway si innamorò di Agnes Hannah von Kurowsky, un'infermiera americana di circa sette anni più vecchia.
Nonostante la differenza di età, la frequentazione tra Agnes ed Ernest fu intensa: i due si vedevano durante il giorno come infermiera e paziente, si scrivevano durante la notte come innamorati. 
Nelle lettere, Agnes lo chiama Ernie, Kid (bambino) o Mr. Kid, firmandosi Mrs. Kid.



La prima lettera è del 25 settembre 1918, l'ultima del 7 marzo 1919. Pochi mesi dopo Agnes venne inviata a Firenze, in un altro ospedale, mentre in ottobre Hemingway tornò al fronte, facendo ritorno a Milano poco dopo perché affetto da itterizia. 
A Milano, per una settimana, i due ebbero modo di rincontrarsi prima che Agnes fosse ricollocata nell'ospedale da campo 331 di Treviso, dove il 9 dicembre 1918 lui la raggiunse un'ultima volta prima di ritornare negli USA. 



Hemingway appena riniziò a camminare visitò la città in lungo e in largo, recandosi molto spesso all'Ippodromo di San Siro per vedere le sue amatissime corse di cavalli, e scommettendoci sopra. Frequentò osterie, bar e birrerie del centro e della Galleria. 

Hemingway sbarcò a Jersey City, in USA il 21 gennaio 1919, a bordo del transatlantico Giuseppe Verdi. Vestiva una divisa da soldato Americano fatta su misura nel negozio Spagnoli a Milano, portava un cinturone da ufficiale, stivali in pelle e un berretto da ufficiale italiano. Claudicante per le ferite, usava ancora il bastone.
Il 9 luglio 1919 anche Agnes fece ritorno in America sul vapore Re d'Italia.



Nel 1921 Hemingway sposò Hadley Richardson, più anziana di Agnes. Ma durante il suo successivo soggiorno parigino parlando con il giornalista americano Lincoln Steffens affermò che se l'infermiera che aveva conosciuto in Italia fosse rientrata nella sua vita, avrebbe lasciato tutto per lei.
Hemingway la sua lettera d'addio ad Agnes - mai definitiva - la scrisse solo undici anni dopo con Addio alle armi, nel quale l'intera vicenda fu rielaborata e Agnes si trasformò nel personaggio di Catherine Barkley.

Oltre 60 anni dopo, nel 1983, suo nipote John Hemingway, noto giornalista e scrittore per varie testate americane e britanniche, si trasferì a vivere a Milano, in via Borgospesso, dove si sposò, ebbe due figli oggi milanesissimi, e visse più di 20 anni, rinsaldando un profondo legame tra la sua famiglia e la nostra città.

Nessun commento:

Posta un commento