giovedì 6 ottobre 2016

La "Società Ginnastica Milano Forza e Coraggio"



La "Società Ginnastica Milano Forza e Coraggio" viene fondata il 24 marzo 1870 e rientra nella cornice più vasta del movimento risorgimentale nazionale e nella progressiva politicizzazione di molti ambiti della vita civile nell'Ottocento. Politicizzazione veicolata da una capillare rete di organismi culturali, ricreativi e sportivi tipici dell'età della "nazionalizzazione delle masse".

In questi termini, la "Forza e Coraggio" partecipa in modo diretto all'epos post-risorgimentale e nazionalistico comune all'intero universo ginnastico italiano tra XIX e XX secolo. Già nel 1889 viene collocata con la "Cristoforo Colombo" di Genova e la "Pro Patria" di Milano" alla testa del movimento ginnastico italiano per valore, per numero di ginnasti e per possibilità finanziaria.




Concorso ginnico indetto dalla Forza e Coraggio ai fine '800


Da subito la Forza e Coraggio si presenta come una vera polisportiva. Ateltica leggera, lotta, pesi, pugilato, nuoto, ciclismo e poi canotaggio, calcio, tuffi e ginnastica ritmica.
Il professor Vigilio Inama, insigne grecista e presidente dal 1871 al 1890, nel biennio 1878-1879 ricoprì anche, contemporaneamente, la presidenza meneghina del "Club Alpino Italiano"; tra i pionieri della "Canottieri Milano", istituita il 30 novembre 1890, figuravano una decina di soci della "Forza e Coraggio".
L'8 aprile 1892 viene attivata una propria Sezione Nuoto; e fin dal 12 aprile 1886 venne disputata una importante prova natatoria sul Naviglio Grande, da Gaggiano alla Cascina Dosso presso San Cristoforo.
Nell'aprile 1898 venne fondato alla Forza e Coraggio il primo sodalizio tuffistico d'Italia: la "Nettuno" di Milano. Nel 1896 venne fondato "L'Ippogrifo", costola podistica della Forza e Coraggio che fondò poi l'"Unione Pedestre Italiana di Milano": la più vetusta organizzazione atletica del nostro paese.







A fine '800 nacque anche la costola calcistica, SEF Mediolanum, maglia bianca con bordi neri e grande scudo di Milano al centro del petto, da cui nacque poi la U.S. Milanese, che arrivò 3 volte seconda in campionato ad inizio del XX secolo, per poi venire obbligata dal fascismo a fondersi con l'Inter e formare l'Ambrosiana.

Capitano e miglior giocatore della Mediolanum fu Umberto Meazza, solo omonimo del grande Peppin Meazza, ma primo allenatore della Nazionale di calcio, per quasi 15 anni e fondatore dell'Associazione degli Arbitri Italiani.





Il prestigio della Forza e Coraggio nel corso dei primi decenni del Novecento fu assoluto, venendo considerata la "grande madre" di tutto lo sport italiano.


Tale prestigio le permise di mantenersi distante dal fascismo durante tutto il Ventennio, grazie anche ai finanziamento del re dell'acciaio Luigi Redaelli.
Fece infatti costruire la sua nuova sede di via Gallura dalle cooperative rosse nel 1922, rifiutò che alla vice presidenza venisse messo tal Angelo Galbusera, addetto allo sport del fascismo milanese e infine riuscì a non mutare nome, cosa praticamente obbligatoria per tutte le società sportive milanesi e italiane durante quei decenni.

Quando nel 1927 il fascismo sottrasse l'insegnamento sportivo alle scuole per affidarlo a strutture extrascolastiche, la Forza e Coraggio ne è ovviamente esclusa, ritenuta inaffidabile e covo di antifascisti.
La società farà ricorso e inevitabilmente sarà commissariata. Commissariamento fallimentare dato che i soci non collaborano e boicottano la società.

Nel '28 la Forza e Coraggio torna libera e indipendente. Il fascismo si vendica l'anno dopo obbligando gli eredi di Redaelli a non finaziare la società che sull'orlo del fallimento finirà in mano al Podestà.

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