giovedì 6 ottobre 2016

Picasso a Milano, 1953



La mostra di Picasso del 1953, monumento vivente della pittura verrà ricordata in tutto il Mondo come uno dei massimi momenti culturali del Dopoguerra. La mostra venne curata da Franco Russoli, Fernanda Wittgens e Attilio Rossi.
Il Rossi era uno dei massimi interpreti dell'astrattismo e dell'iperealismo del XX secolo italiano. Fuggito dal fascismo nel 1935, si era trasferito in Argentina. Rientrato a Milano nel 1950 reniziò a dipingere e a frequentare gli ambienti culturali milanesi.
Nel 1953 Attilio Rossi contribuisce alla realizzazione e al successo clamoroso della grande mostra di Picasso, di cui cura il catalogo e i tre grandi manifesti. A Picasso Rossi è legato da un'antica e solida amicizia, che si basa sulla comune sensibilità verso le forme espressive dell'avanguardia artistica, sulla condivisione dei valori antifascisti.




La mostra sta infatti nascendo zoppa, non si riesce a ottenere Guernica. Picasso risponde negativamente alla richiesta anche per motivi politici, perché è ancora troppo recente la Seconda guerra mondiale
Gli organizzatori si arrendono. Ma Attilio Rossi cerca un contatto diretto con Picasso. Rossi si reca così a Vallauris. È una giornata intensa di colloqui, quella con Picasso ma Rossi ha molti argomenti convincenti, tra cui uno particolarmente suggestivo, che riguarda il contesto in cui l'opera verrà esposta, non in uno spazio asettico, ma nell'immenso Salone delle Cariatidi ancora stravolto dai segni degli incendi e dei bombardamenti aerei, dove per la prima volta dopo la guerra i visitatori avrebbero potuto entrare.
Torna con Guernica e l'offerta di altri 70 quadri. Sarà possibile, per motivi di spazio, accettarne solo una ventina.



Il 26 settembre del 1953 si apre la mostra a Palazzo Reale con opere degli anni giovanili provenienti da Barcellona e dal Museo d'Arte Moderna Occidentale di Mosca e un gruppo di grandi dipinti di significato politico e civile, di proprietà dell'artista, dal Massacro in Corea ai due pannelli La Pace e La Guerra, memento dei campi di concentramento nazisti, fino a Guernica, allora in deposito presso il MoMa di New York.


 


Picasso seguì personalmente l'allestimento di Guernica nella sala delle Cariatidi. La mostra doveva durare dal 23 settembre al 30 novembre, ma venne prorogata sino al 31 dicembre per l'incredibile successo: oltre 200.000 paganti. In totale vennero esposte 329 opere di Picasso, oltre un centinaio della sua collezione personale. 

Dal 5 maggio al 31 giugno parte della mostra si spostò a Roma alla Galleria Nazionale di Arte Moderna, ma Picasso non permise l'esposizione di Guernica e dopo che il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Giulio Andreotti non permise l'esposizione di Massacro in Corea per "non offendere l'alleato Americano", Picasso non fece esporre nemmeno i suoi dipinti personali. 



La mostra, monca, con sole 250 opere attirò solo 40.000 visitatori. Nel 2001 e nel 2015 le opere di Picasso tornarono a Milano e nonostante l'assenza di Guernica la mostra dell'anno scorso ha fatto registrare il record di presenze italiano per una personale: 560.000 visitatori in 4 mesi.




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