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lunedì 24 settembre 2018

I Salesiani di via Copernico e Kareem Abdul Jabbar

Una splendida foto aerea di via Melchiorre Gioia e via Tonale e del gigantesco complesso scolastico religioso dei Salesiani, con al centro la grande basilica di Sant'Agostino.




Nella parte alta della foto si intravede piazza IV novembre e la Stazione Centrale, mentre nella parte bassa, parallelo a via Melchiorre Gioia ecco il Naviglio Martesana, le cui acque brillano, riflettendo la luce del sole.
I Salesiani giunsero a Milano il 7 dicembre 1894 ed iniziarono provvisoriamente il loro lavoro in una casetta di via Commenda dove venne eretto un oratorio e una modesta scuola per alcuni ragazzi.
Con l’aiuto di un vasto comitato cittadino di Cooperatori Salesiani, il 4 novembre 1895 fu posta la prima pietra del grandioso edificio di via Copernico, su progetto dell’architetto Cecilio Arpesani, allora del tutto isolata fra prati e ortaglie di periferia.


Dopo solo venti mesi, il 15 aprile 1897 era inaugurata la prima ala del nuovo Istituto affacciato su via Copernico, provvisto di aule e attrezzati laboratori.
Con l’anno scolastico 1897-98 si iniziarono le “Scuole di Arti e Mestieri” per “tipografi, legatori di libri, falegnami, sarti e calzolai” secondo il modello pedagogico, didattico e organizzativo ormai consolidato nelle scuole salesiane d’Italia, d’Europa e dell’America Latina.





Nel primo decennio del '900 alla prima ala se ne aggiunsero altre, a completamento del progetto Arpesani che affiancava alla erigenda chiesa di Sant’Agostino due ampli quadrilateri con due cortili centrali.Trovarono così collocazione sul lato sinistro della chiesa aule e uffici per le Scuole Classiche e, dal 1936, sul lato destro, le Scuole Tecniche e Professionali con laboratori rinnovati, aule e strutture didattiche adeguate alle nuove esigenze della scuola.
Dal 1966, l’Istituto Salesiano Sant’Ambrogio per il notevole aumento degli allievi si articola in due autonome Comunità educative: la prima è il “Sant’Ambrogio” per la Scuola Secondaria di Primo grado, i Licei Classico e Scientifico e la seconda è il “Don Bosco” per il Centro di Formazione Professionale (CFP).




In primo piano Lew Alcindor, poi noto come Kareem Abdul Jabbar, agli allenamenti con la maglia della Social OSA Milano, nella palestra di via Copernico dai Salesiani.
Jabbar, uno dei più forti giocatori di ogni tempo e ancor'oggi detentore del record di punti segnati nell'NBA, nel 1965 passò alcuni giornate estive ad allenarsi a Milano, subito dopo aver firmato un accordo per studiare e giocare a UCLA.


Venne invitato e ospitato a Milano dal suo amico Joe Isaac, altro campione di basket, indimenticato giocatore dell'All'Onestà Milano e poi allenatore di Varese.
Entrambi di New York, avevano frequentato la stessa high school.
Isaac, di quattro anni più vecchio, aveva conosciuto Jabbar quando aveva solo 13 anni, ma era già considerato una promessa assoluta del basket.
Isaac lo invitò a Milano per scoprire l'Europa e confrontarsi con gli studenti di pari età e per saggiare un basket differente da quello USA.
Allora, il campione era del tutto sconosciuto in Italia.




Due anni dopo Alcindor/Jabbar tornò a Milano, nell'agosto 1967; i giornalisti questa volta si accorsero di lui.
Il suo impatto sul basket universitario era stato devastante, dominando il campionato, concluso portando UCLA alla vittoria, imbattuti e lui con il record di punti, rimbalzi e stoppate, tanto che l'anno successivo la NCAA, la federazione del basket universitario, proibirà le schiacciate per tentare di limitare il dominio assoluto... inutilmente dato che il newyorchese perfezionerà il "gancio-cielo", con cui divenne sostanzialmente immarcabile.
Venne invitato ancora dalla Pallacanestro Milano, sponsorizzata All'Onestà, e presentato in pompa magna al Principe di Savoia.


Secondo i duri regolamenti della NCAA, ai giocatori universitari, dilettanti puri, era fatto divieto assoluto di giocare per club professionistici, anche in amichevole.


Alcindor rimase a Milano per oltre un mese, visitando chiese e musei, visitando i laghi e allenandosi molto spesso nella palestra dei Salesiani di via Copernico.




giovedì 6 ottobre 2016

La "Società Ginnastica Milano Forza e Coraggio"



La "Società Ginnastica Milano Forza e Coraggio" viene fondata il 24 marzo 1870 e rientra nella cornice più vasta del movimento risorgimentale nazionale e nella progressiva politicizzazione di molti ambiti della vita civile nell'Ottocento. Politicizzazione veicolata da una capillare rete di organismi culturali, ricreativi e sportivi tipici dell'età della "nazionalizzazione delle masse".

In questi termini, la "Forza e Coraggio" partecipa in modo diretto all'epos post-risorgimentale e nazionalistico comune all'intero universo ginnastico italiano tra XIX e XX secolo. Già nel 1889 viene collocata con la "Cristoforo Colombo" di Genova e la "Pro Patria" di Milano" alla testa del movimento ginnastico italiano per valore, per numero di ginnasti e per possibilità finanziaria.




Concorso ginnico indetto dalla Forza e Coraggio ai fine '800


Da subito la Forza e Coraggio si presenta come una vera polisportiva. Ateltica leggera, lotta, pesi, pugilato, nuoto, ciclismo e poi canotaggio, calcio, tuffi e ginnastica ritmica.
Il professor Vigilio Inama, insigne grecista e presidente dal 1871 al 1890, nel biennio 1878-1879 ricoprì anche, contemporaneamente, la presidenza meneghina del "Club Alpino Italiano"; tra i pionieri della "Canottieri Milano", istituita il 30 novembre 1890, figuravano una decina di soci della "Forza e Coraggio".
L'8 aprile 1892 viene attivata una propria Sezione Nuoto; e fin dal 12 aprile 1886 venne disputata una importante prova natatoria sul Naviglio Grande, da Gaggiano alla Cascina Dosso presso San Cristoforo.
Nell'aprile 1898 venne fondato alla Forza e Coraggio il primo sodalizio tuffistico d'Italia: la "Nettuno" di Milano. Nel 1896 venne fondato "L'Ippogrifo", costola podistica della Forza e Coraggio che fondò poi l'"Unione Pedestre Italiana di Milano": la più vetusta organizzazione atletica del nostro paese.







A fine '800 nacque anche la costola calcistica, SEF Mediolanum, maglia bianca con bordi neri e grande scudo di Milano al centro del petto, da cui nacque poi la U.S. Milanese, che arrivò 3 volte seconda in campionato ad inizio del XX secolo, per poi venire obbligata dal fascismo a fondersi con l'Inter e formare l'Ambrosiana.

Capitano e miglior giocatore della Mediolanum fu Umberto Meazza, solo omonimo del grande Peppin Meazza, ma primo allenatore della Nazionale di calcio, per quasi 15 anni e fondatore dell'Associazione degli Arbitri Italiani.





Il prestigio della Forza e Coraggio nel corso dei primi decenni del Novecento fu assoluto, venendo considerata la "grande madre" di tutto lo sport italiano.


Tale prestigio le permise di mantenersi distante dal fascismo durante tutto il Ventennio, grazie anche ai finanziamento del re dell'acciaio Luigi Redaelli.
Fece infatti costruire la sua nuova sede di via Gallura dalle cooperative rosse nel 1922, rifiutò che alla vice presidenza venisse messo tal Angelo Galbusera, addetto allo sport del fascismo milanese e infine riuscì a non mutare nome, cosa praticamente obbligatoria per tutte le società sportive milanesi e italiane durante quei decenni.

Quando nel 1927 il fascismo sottrasse l'insegnamento sportivo alle scuole per affidarlo a strutture extrascolastiche, la Forza e Coraggio ne è ovviamente esclusa, ritenuta inaffidabile e covo di antifascisti.
La società farà ricorso e inevitabilmente sarà commissariata. Commissariamento fallimentare dato che i soci non collaborano e boicottano la società.

Nel '28 la Forza e Coraggio torna libera e indipendente. Il fascismo si vendica l'anno dopo obbligando gli eredi di Redaelli a non finaziare la società che sull'orlo del fallimento finirà in mano al Podestà.

venerdì 6 marzo 2015

L'Arena di Milano



L'Arena Napoleonica, oggi Arena Civica "Gianni Brera" di Milano, fu voluta direttamente da Napoleone Bonaparte, Imperatore e Re d'Italia, nel quadro di riordino dell'area del Castello Sforzesco dopo che i francesi demolirono definitivamente la Ghirlanda e tutti i bastioni difensivi costruiti dagli spagnoli. Originariamente venne incaricato Giovanni Antonio Antolini, che presentò il progetto del Foro Bonaparte.



Si trattava di una enorme struttura circolare porticata dal diametro di 570 metri, con al centro il Castello completamente ricostruito in stile neoclassico. L'area porticata avrebbe dovuto ospitare ciclopici edifici di interesse pubblico: le Terme, il Pantheon, il Museo Nazionale, la Borsa, il Teatro, la Dogana. I costi spropositati e le dimensioni abnormi della piazza spinsero Napoleone ad assegnare l'incarico, tramite la Commissione di Pubblico Ornato del Comune di Milano all'architetto ticinese Luigi Canonica.
Il Canonica mantenne il nome di Foro Bonaparte, propose un semicerchio di edifici a contornare il castello. Il progetto venne realizzato tra il 1803 e il 1807. Contemporaneamente Napoleone incaricò Canonica anche per l'area retrostante, dove si trovava la Piazza d'Armi. Il Cagnola venne incaricato di disegnare l'Arco della Pace, al Canonica toccò invece il progetto di un grande spazio per manifestazioni, feste e celebrazioni.
Venne scelta la forma dell'anfiteatro, come richiamo alla tradizione imperiale romana, cui Napoleone esplicitamente si richiamava.
Canonica disegnò ispirandosi al circo di Massenzio, situato fuori Roma sulla via Appia Antica, vicino alla basilica di San Sebastiano fuori le mura, forse il meglio conservato degli antichi monumenti romani. Ha forma ellittica, con una lunghezza di 238 metri e una larghezza di 116 e poteva contenere fino a 30.000 spettatori, ovvero poco meno di un quarto dell'intera popolazione di Milano dell'epoca. Per la costruzione furono impiegate le pietre ricavate dalla demolizione delle fortificazioni spagnole del Castello Sforzesco e gli avanzi del castello di Trezzo sull'Adda, cosicché la struttura venne realizzata interamente in pietra viva.




Venne inaugurato, dopo soli due anni di lavori, il 17 dicembre 1807 con una grande naumachia, alla presenza di Napoleone. I lavori continuarono sino al 1813 quando venne terminato il grande arco di ingresso.
L'edificio venne acquisito, nel 1870, dal comune di Milano e fu denominato Arena Civica.
Durante la Repubblica Cisalpina ed il Regno d'Italia l'Arena fu usata per rappresentazioni teatrali, naumachie (allagandola con l'acqua di un'attigua roggia), corse di cavalli e, perfino, di bighe, giochi pirotecnici.
Nel corso dell'Ottocento venne continuamente utilizzata per feste, tornei, gare su bighe, spettacoli circensi, ascensioni in pallone aerostatico, pattinaggio invernale, oltre a diverse "meraviglie": per esempio nel 1894 e nel 1906 ospitò il grandioso circo "western" di Buffalo Bill, ed il 25 luglio 1895 i campionati italiani di ciclismo.
 Il 15 maggio 1910 la nazionale italiana di calcio vi batté quella francese per 6-2; Luigi Beccali vi realizzò il record sui 1500 metri, poi sulle 1.000 iarde; Adolfo Consolini nel 1948 stabilì il record nel lancio del disco; Carlo Lievore, nel 1961, quello del tiro del giavellotto; Marcello Fiasconaro, nel 1973, quello degli 800 metri.






Nei primi anni del Novecento divenne il centro del calcio milanese. Il 15 maggio 1910 la Nazionale Italiana vi giocò la prima partita della sua storia, battendo per 6-2 la Francia.
L'Arena diventa stabilmente il campo dell'Inter dal campionato 1930-31 fino al 1949. Dopo la seconda guerra mondiale subì una forte crisi perché non era più in grado di contenere i tifosi del calcio, che l'abbandonarono definitivamente con la costruzione dello stadio di San Siro. L'ultima partita in Arena fu disputata dall'Inter il 10 dicembre 1958, per la seconda edizione della Coppa delle Fiere, gara d'andata contro i francesi del Lione, superati per 7-0.
Dopo un breve periodo di abbandono, a partire dagli anni settanta l'Arena ricominciò a ospitare gare di atletica, incontri di rugby (anche della nazionale italiana), di calcio e di football americano, oltre che spettacoli all'aperto.
Ha ospitato 15 edizioni dei campionati italiani assoluti di atletica leggera.









Corso Vittorio Emanuele II°

Quella che oggi è la strada principale di Milano, nasce quasi certamente in epoca Celtica; i Celti erano soliti avere come centro dei loro ...