giovedì 23 maggio 2019

Vialba





Il quartiere INA-Casa a Vialba, nell'estrema periferia nord-ovest, chiuso a nord dal tratto urbano della A4 Milano-Venezia e a sud dal parco di Villa Scheibler, fu costruito tra il 1956 e il 1959, per alleggerire l'annoso problema della casa per gli immigrati dal Sud Italia.
INA-Casa realizzò 2710 vani per un totale di 840 appartamenti, trasformando un tranquillissimo borgo rurale in una propaggine del vicino quartiere di Quarto Oggiaro, che già nei primi anni '50 era diventato una colossale "città nella città" di edilizia popolare.

Vialba, il cui antico nome era Villalba, è attestato sin dal Trecento, è stato per secoli un tranquillo borgo di campagna, sorto lungo il torrente Liemate, oggi totalmente scomparso, per certi periodi compreso nel territorio della vicina Bollate, in altri periodi aggregato a Musocco e infine a Milano nel 1923.
Con la costruzione del Quartiere Gescal di via Longarone, a est del Quartiere INA-Casa, tutte le cascine di Vialba scomparvero, trasformando integralmente il territorio dell'antico borgo. Furono abbattute la Curt Bergamina, la Curt del Tor e l'edificio che ospitava la balera El Tukul.

Gescal edificò altri 709 appartamenti nel 1966 e nella ormai contigua e confinate Quarto Oggiaro erano appena stati conclusi ulteriori 77 condomini per un totale di oltre 4000 appartamenti.


Dell'antica Vialba sopravvive così solo Villa Scheibler, splendida e colossale dimora patrizia del Quattrocento, costruita dalla nota famiglia dei Simonetta, sui ruderi di un casino di caccia di Lodovico il Moro. 
L'area consisteva in immensi boschi e campi, percorsi da canali e fontanili, ricchissimi di selvaggina.
La villa passò poi ai Del Maino, poi ai Longo, ai Melzi e infine ai conti Scheibler nell'Ottocento.

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