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giovedì 23 maggio 2019

Palazzo Carminati e le pubblicità in Piazza del Duomo




Il Palazzo Carminati prese il nome da un famoso ristorante sito al piano strada, l'omonimo Carminati, che a sua volta era subentrato alla birreria Casanova; fu edificato nel 1867 su committenza di Giacomo Cesati, un facoltoso industriale del settore argentiero.

Il palazzo doveva, almeno teoricamente, essere provvisorio, in attesa che venisse completato il progetto originario del Mengoni per chiudere in modo uniforme la piazza.

Costituisce il fondale delle due più importanti piazze di Milano: piazza Duomo e piazza Mercanti.




L'edificio ha una pianta a forma irregolare, diviso in due parti da una galleria, il Passaggio Duomo che collega la piazza con via Orefici.
La facciata, dalle eleganti linee architettoniche, è intonacata e scandita verticalmente da alte lesene che racchiudono finestre sormontate da timpani triangolari. 

Il blocco compatto dell'edificio è ingentilito da elaborati particolari stilistici, quali i capitelli delle lesene e i mensoloni del cornicione. 

Il prospetto è concluso da un cornicione con pinnacoli in pietra in corrispondenza delle lesene stesse.
La facciata posteriore che da su via Orefici, all'epoca poco più di un vicolo, è priva di decori.







Il palazzo era famoso per le insegne luminose pubblicitarie che ne coprivano la facciata, un forte simbolo della Milano "commerciale" dell'epoca, Milano novecentista, fiera dei suoi consumi, dei suoi cartellonisti, delle sue insegne pubblicitarie luminose.









Le luminarie di piazza Duomo si trovavano lì sin dagli anni '20 del secolo scorso, immortalate in numerosi film, citate in poesie e persino riprese da un famoso carosello degli anni Sessanta dove Ernesto Calindri, seduto a un tavolino in mezzo al traffico proprio di fronte a questo palazzo e le sue insegne caratteristiche, sorseggia un Cynar per difendersi dal "Logorio della vita moderna".




Dopo una lunga campagna a favore del decoro urbano le insegne furono smantellate, sotto la giunta Albertini nel 1999, facendo così tramontare definitivamente l'epoca dei caroselli su Piazza Duomo.

martedì 5 settembre 2017

Una strada e un giurista scomparsi: Andrea Alciato

Una serie di foto di una strada e una prospettiva ormai scomparse: la via Andrea Alciato.


La breve via collegava piazza Fontana con la contrada del Palazzo di Giustizia, e in origine era chiamata contrada Nuova.
Ancor oggi si percepisce, ponendosi a metà strada tra piazza Fontana e il Palazzo del Capitano, la mancanza di un lato della piazza, esattamente quello che era poi tagliato dalla via Alciato.
La strada venne fatta costruire nel 1605 dal Conte di Fuentes, per permettere un collegamento migliore tra il Palazzo di Giustizia e il Palazzo Ducale di piazza del Duomo.
Allora infatti non esisteva ancora piazza Fontana, aperta dal Piermarini intorno al 1780, e le tortuose vie intorno al Duomo, di impronta medievale, costringevano a percorsi lunghi anche per percorre poche centinaia di metri in linea d'aria.



La strada fu rinominata intorno nel 1865 in ricordo del milanese Andrea Alciato, Giureconsulto e letterato del Cinquecento, avvocato e docente a Milano, Pavia, Avignone, Bourges, Bologna, Ferrara, Basilea; fu autore di una enorme Storia di Milano e di numerosi trattati di diritto, morale, filosofia e teologia e considerato uno dei maggiori giuristi e pensatori d'Europa.



Fu nominato da Papa Leone X Conte Palatino il cui compito era di giudicare tutte le cause giunte in appello al tribunale del sovrano, e portare poi a conoscenza del re soltanto quei giudizi che riteneva importanti.

La via Andrea Alciato sopravvisse per oltre 3 secoli, per venire poi totalmente distrutta dalle bombe Alleate del 1943.


Il lato cieco del palazzo tra piazza Fontana e piazza Beccaria, testimonia ancora la presenza dell'isolato dove sorgeva la strada.
Il Comune di Milano non dedicò più una strada ad uno dei suoi figli più illustri e colpevolmente dimenticati.

Corso Vittorio Emanuele II°

Quella che oggi è la strada principale di Milano, nasce quasi certamente in epoca Celtica; i Celti erano soliti avere come centro dei loro ...