giovedì 11 ottobre 2018

Carlo Gallia, l'albergatore di Milano




Carlo Gallia, che ha legato il suo cognome ad uno dei più famosi alberghi del Mondo, nacque ad Asti nel 1861; il padre ha una impresa edile, dalle alterne fortune.
A soli 17 anni Gallia decide di lasciare l'Italia, viaggiando per i successivi 15 anni nelle capitale europee e nei maggior siti turistici dell'epoca, lavorando nei migliori alberghi di Londra, Parigi, Berlino, Lucerna, Montecarlo, St. Moritz...
Impara le lingue e rapidamente, nonostante la giovane età, scala la gerarchia dell'hôtellerie di lusso.
A soli 31 anni viene nominato direttore del Carlton Hotel di Londra, fondato da César Ritz con lo chef Auguste Escoffier, allora l'albergo più lussuoso del Mondo.
Due anni dopo, Carlo Gallia decide di tornare in Italia e dirige alcuni dei migliori albeghi della penisola: il Grand Hotel et des Palmes di Palermo, l'Hotel Quirinale di Roma e il Grand Hotel di Napoli.
Nel 1904, a 43 anni, arriva infine a Milano; ha esperienza da vendere, capacità imprenditoriale e soprattutto, ormai è ricco.
Viene chiamato a dirigere uno dei migliori alberghi di Milano, l'Hotel du Nord et des Anglais, che si trovava a pochi metri dalla Stazione Centrale.

Ovviamente era la prima Centrale, situata nell'attuale Piazza della Repubblica. L'albergo si trovava sul lato occidentale della piazza, dove oggi si trova il Principe di Savoia, che lo ha inglobato.
Due soli anni dopo viene completato il traforo ferroviario del Sempione, che trasforma i viaggi tra Milano e l'Europa in una cosa semplice e "veloce"; il Comune e le Ferrovie si rendono conto che la Stazione Centrale è ormai troppo piccola per la crescita tumultuosa del trasporto su ferro.

Si inizia a parlare seriamente di costruire una nuova stazione, situata poco più a nord. 
Carlo Gallia sentendo queste indiscrezioni decide di investire il suo patrimonio in una speculazione edilizia. Inizia ad acquistare terreni a nord della vecchia stazione.

Allora il turismo era quasi interamente composto da ricchi stranieri, che arrivavano a Milano per un Grand Tour dell'Italia, spesso lungo mesi. Erano quindi carichi di bagagli in modo inverosimile e di conseguenza preferivano alloggiare in hotel di lusso nei pressi delle stazioni.
Nel 1906, in occasione dell'inaugurazione dell'esposizione universale, il Re Vittorio Emanuele III pose una simbolica prima pietra della nuova stazione. In realtà solo nel 1912 viene scelto il progetto di Ulisse Stacchini e i lavori iniziarono solo due anni dopo. Lo scoppio della Grande Guerra bloccò i lavori appena abbozzati e la susseguente crisi economica dello Stato Italiano portò ad un ulteriore stop.

Solo nel 1925 riniziarono seriamente i lavori.
Quasi contemporaneamente anche Carlo Gallia iniziò i lavori per il suo nuovo albergo, che grazie al suo fiuto, si trovava esattamente a pochi metri dagli ingressi della nuova stazione.
I lavori per lo splendido albergo Gallia durano poco più di due anni e mezzo e già nel 1927, l'hotel è pronto, ma la stazione no.
Gallia decide allora di imbarcarsi in una nuova avventura. Lascia l'Hotel du Nord, che viene venduto, ristrutturato dall'architetto Cesare Tenca e ribattezzato Hotel Principe e Savoia (solo nel 1980 diventerà Principe di Savoia), e decide di rilevare l'Albergo Continental di via Manzoni al 7.
Il Continental è uno dei migliori hotel della città, in posizione centralissima, esattamente davanti al Museo Poldi Pezzoli.
Lo stesso Gallia si trasferisce a viverci con la sua famiglia, adibendo un piano ad appartamenti personali.
Vi soggiornavano abitualmente Enrico Caruso, Arthur Rubinstein, Maria Callas, Ingrid Bergman e Roberto Rossellini, Orson Welles, Vittorio De Sica, Marcello Mastroianni, Eduardo e Titina de Filippo, Herbert Von Karajan, Giuseppe Volpi di Misurata, Josephine Baker...
A fine anni 30, un giovane Alberto Sordi viene assunto da Gallia come addetto all'ascensore presso il Continental.
Fortunamente Sordi si dedicò poi a ben altro.
Il palazzo che ospitava il Continental fu fatto costruire nel 1872 come residenza privata da Moisè Loria, un commerciante ricchissimo; fu convertito in albergo nel 1882 ed era all'epoca uno dei più importanti della città, l'unico illuminato con la luce elettrica grazie a un impianto privato nelle cantine. 
Sempre il Continental si distinse negli anni '30 per fornire uno dei primi servizi catering; l'apertura dell'Idroscalo e il crescente traffico di dirigibili e idrovolanti tra le città italiane, che sembrava dover superare gli aerei, portò varie compagnie aeree a chiedere alla cucina del Continental di realizzare dei piatti pronti da servire sui loro mezzi aerei ai clienti.
Nel luglio 1931 infine viene inaugurata la nuova Stazione Centrale; i tempi sono però cambiati rispetto ad inizio secolo. Il treno subisce la concorrenza dell'automobile. 
I ricchi turisti stranieri che il Gallia voleva intercettare direttamente fuori dalla stazione, nel 1931 arrivavano per oltre la metà con le loro automobili, scavalcando i valichi alpini.
Gallia inizia ad avere problemi economici e si trova costretto a cedere quote dell'hotel Gallia ad un finanziatore, in cambio del capitale necessario per avviarne l'esercizio, che viene inaugurato il 29 febbraio 1932.
L'hotel inizialmente fatica, vuoi per la presenza nei pressi del grande stabilimento della Pirelli, vuoi per il numero enorme di rumorosi e inquinanti treni che ogni giorno arrivavano e partivano dalla Centrale e anche per la posizione, che ancora negli anni '30 è molto periferica.
Molto meglio va il Continental, tanto che durante il fascismo è l'albergo preferito da Mussolini e vi si tennero gli incontri preparativi per lo sciagurato Patto d'Acciaio, tra Ciano e von Ribbentrop, che dal 1939 legherà Italia e Germania anche durante la Seconda Guerra Mondiale.
Nel 1944 Carlo Gallia muore, in piena guerra a 85 anni.
Sarà invece nel Dopoguerra che il Gallia arriverà al successo, grazie anche alla notorietà dovuta al Calciomercato.
Artefice inconsapevole di questo successo fu Raimondo Lanza di Trabia, ricchissimo nobile siciliano che nei suoi soggiorni milanesi era solito stare al Gallia. Nel gennaio del 1951 divenne presidente del Palermo Calcio e nell'estate successiva, mentre si trovava al Gallia, iniziò ad invitare nella sua suite i presidenti delle squadre di calcio del Nord Italia, per comprare e vendere giocatori.
Da questo vezzo del Trabbia nacque la consuetudine per i presidenti e i proprietari dei club di incontrarsi ogni estate al Gallia per fare e disfare le loro squadre di calcio.



Il Gallia, seppure non più di proprietà della famiglia, rimase diretto dagli eredi di Carlo. Furono infatti quattro dei cinque figli a seguire le orme paterne, diventando direttori di grandi hotel in mezza Europa, Costantino, Luigi, Eugenio, Rina e Vittorio.
E fu proprio Vittorio Gallia a dirigere l'albergo durante gli anni d'oro del Dopoguerra; nel 1950 fece costruire la nuova ala, portando così le camere a 280, con 420 posti letto, ristrutturò l'intero complesso e lo dotò delle più recenti innovazioni.

Negli anni successivi con i fratelli compra l'Hotel Cavour, nell'omonima piazza e apre l'Hotel Gallia Palace a Punta Ala, in Toscana e un altro grande hotel a Cervinia.
Vittorio Gallia porta al successo definitivo il nome Gallia, che diventa sinonimo di hôtellerie di lusso a livello mondiale.



Il Continental viene chiuso dai Vigili del Fuoco nel 1975; dopo un piccolo principio di incendio i Vigili scoprono enormi lacune nel sistema antincendio e ne dichiarano la non agibilità.
La proprietà decide così di vendere l'immobile ad una banca.
Vittorio muore nel suo albergo il 2 agosto 1979 quando, complice la crisi economica e la stagnazione mondiale, il settore turistico viene pesantemente colpito. 





Tra il 1981 e il 1982, in occasione dei 50 anni di attività, il Gallia viene totalmente ristrutturato per una seconda volta, impianti, arredi, servizi. 
A metà anni 80 gli eredi Gallia decidono di lasciare definitivamente l'albergo di piazza Duca d'Aosta e di cedere le quote di minoranza. Il Gallia passerà di mano tra alcune grandi catene internazionali, per arrivare infine alla Katara Hospitality, gestito dalla multinazionale americana Starwood. 


L'architetto Mario Piva guiderà una nuova ristrutturazione del Gallia, che lo porterà, dopo alcuni anni di chiusura, a riaprire per l'Expo 2015.


Il nuovo Excelsior Gallia ha 235 camere, tra cui 53 suite e la Katara Suite, con i suoi 1.000 metri quadrati, sarà al top delle suite presidenziali d'Italia, con prezzo di oltre 20.000 euro al giorno.
Le altre suite si suddividono in cinque tipologie: Excecutive, Signature, Design, Art e Atelier: cinque delle Design Suite sono dedicate ciascuna ad una personalità milanese nel campo del design e dell' architettura: Vico Magistretti, Achille Castiglioni, Giò Ponti, Luigi Caccia Dominioni e Franco Albini e presentano alcune dello loro più iconiche creazioni.
Oggi la famiglia Gallia, giunta alla 4° generazione, gestisce l'Hotel Cavour a Milano, il Gallia Palace Hotel a Punta Ala e l’Hotel Lantana in Sardegna.



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