lunedì 24 settembre 2018

La chiesa dei Santi Cosma e Damiano dei Romani in via dei Filodrammatici







Una incisione dei primi dell'800 della Chiesa dei Santi Cosma e Damiano dei Romani, situata nell'attuale via dei Filodrammatici.
La chiesa viene citata per la prima volta in una lettera risalente all'881, posizionata a fianco di un piccolo ospedale.






L'edificio, piccolo e malandato già nel XVI secolo, fu quasi completamente rifatto a ampliato a partire dal 1660: la paternità è stata attribuita a Francesco Maria Richini, tuttavia sono conservati progetti per la chiesa di Giovanni Ruggeri e di Carlo Antonio Maffezzone. La facciata tuttavia non fu mai realizzata.
L'edificio originario aveva un'aula con un'unica navata lunga 17 metri e larga 7 e terminava in un'abside poligonale a sette lati: la chiesa aveva un orientamento opposto a quello che avrebbe avuto dopo i lavori di rifacimento, ovvero l'abside stava al posto dell'attuale facciata del teatro dei Filodrammatici.
Dopo i restauri la chiesa si presentava ingrandita, sempre ad unica navata, con orientamento invertito rispetto a quello originario, con cinque cappelle.



La chiesa fu sconsacrata nel 1796 e il 4 febbraio 1798 fu assegnata alla Società del Teatro Patriottico.
Il disegno di trasformazione della chiesa fu affidato subito al Piermarini, ma nello stesso agosto venne destituito dalla carica di ‘Architetto di Stato' e sostituito dal trentatreenne Canonica, la progettazione del teatro venne ripresa proprio da quest'ultimo, usando i primi schizzi del Piermarini, che a loro volta era stati sviluppati dal Pollak.


Le spese furono coperte grazie alla sottoscrizione di soci e di simpatizzanti, all'intervento della Repubblica Cisalpina, del Comune di Milano ed alla vendita di quattro campane della chiesa.
I lavori si interruppero nell'aprile 1799, al rientro degli Austriaci ma riprendevano già un anno dopo, all'indomani di Marengo.
E poté essere inaugurato il 21 dicembre 1800, con una rappresentazione del Filippo del solito Alfieri.Il Canonica realizzò un teatro di circa 1.000 posti, con quattro ordini superiori interamente in forma di logge, quindi privi della consueta suddivisione in palchi. 




In coincidenza con l'incoronazione di Napoleone Bonaparte, il 26 maggio 1805, la ‘Società del Teatro Patriottico' venne ribattezzata ‘Accademia dei Filodrammatici' e aperta una scuola d'arte drammatica.
Vi recitavano, quali attori dilettanti, anche il Monti, il Porta e Ugo Foscolo.
Gli spettacoli si tenevano normalmente di venerdì, giorno di chiusura della Scala.
Nel 1904 il teatro fu oggetto di un significativo intervento degli architetti Laveni e Avati.
La vecchia facciata in laterizio venne rinnovata nelle forme liberty ancor oggi conservate.
Nel 1923 il teatro venne nuovamente rinnovato. Nel 1936 la sala venne trasformata in cinematografo.

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