Palazzo Clerici sorge tra la Scala e il Cordusio, in quella che nel Seicento era detta “Contrada del prestino dei Bossi”.
Il Palazzo apparteneva a una delle più antiche casate storiche milanesi, la famiglia Visconti dei Consignori di Somma.
Nel 1613, i Clerici si trasferirono a Milano, dove allargarono la cerchia dei loro affari e cominciarono a coprire cariche pubbliche sempre più rilevanti.
Nel Settecento, durante il passaggio dal barocco al neoclassico, Milano visse un'epoca di splendore edilizio e Palazzo Clerici divenne una delle dimore settecentesche più lussuose e fastose di Milano.
Le trasformazioni più consistenti nel palazzo si devono all'iniziativa di Giorgio Antonio Clerici, il membro più illustre della casata, che nel 1741 affidò a Giovanbattista Tiepolo l'incarico di decorare la volta della galleria di rappresentanza del Palazzo, la cosiddetta Galleria del Tiepolo.
Francesco Clerici nel 1772 lo affittò all'arciduca Ferdinando d'Austria e alla moglie Beatrice d'Este, viceré del ducato di Milano. I nobili ospiti vi rimasero fino al momento in cui si trasferirono a Palazzo Reale.
Nel 1813 il Palazzo fu venduto al governo napoleonico del Regno d'Italia, divenne sede della Corte d'Appello nel 1862 per poi passare all'Ispi nel 1942.


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