domenica 16 settembre 2018

Anselmo Ronchetti, il calzolaio di via Borgogna



Una foto di inizio del '900 della palazzina che si trovava in via Borgogna al 40.
Allora la strada era una piccola, corta e stretta via che collegava via Cerva con via Durini, circondata da casa antiche e abbastanza dimesse.
Al civico 40 era posta una lapide che ricordava il ciabattino, o calzolaio, Anselmo Ronchetti.





Nato a Pogliano Milanese nel 1773, da famiglia di Busto Arsizio, il Ronchetti studiò al Collegio Rotondi di Gorla Minore, ma dovette abbandonare gli studi per problemi economici della famiglia, dopo la morte del padre.
Venne così mandato a Milano a lavorare a bottega, presso un calzolaio del Carrobbio.
Imparata l'arte, dopo qualche anno aprì un suo negozio, cambiando più volte sede, via Durini, alle Cinque Vie, via Larga, sino a via Borgogna, dove rimase tutta la sua vita.
Non dimentico dei pochi anni passati a studiare, divenne un vorace lettore, autodidatta. In pochi anni divenne uno dei calzolai più famosi di Milano e contemporaneamente il suo negozio era un circolo letterario tra i più stimati della città.

Le sue scarpe e stivali erano calzati da tutti i signori di Milano e tra i suoi più illustri clienti vi fu Napoleone Bonaparte che, entrato a Milano nel maggio 1796 si fece fare dal Ronchetti un paio di stivali nuovi.
Napoleone fu così soddisfatto del lavoro da nominare il Ronchetti calzolaio personale e indirizzò alla sua bottega i più alti dignitari francesi.

Dopo il tramonto dell’era napoleonica, Anselmo Ronchetti trasmise tutte le sue conoscenze ai collaboratori per poi ritagliarsi spazi culturali sempre più ampi. Riuscì a fondare presso la sua lussuosa abitazione un vero e proprio salotto culturale, ove intervennero numerosi letterati e anche patrioti.

Massimo D'Azeglio, Alfieri, Foscolo, il Parini, Andrea Appiani, Vincenzo Monti, furono tutti suoi entusiasti clienti e ospiti.
Morì il 19 agosto 1833, e fu sepolto nell'allora cimitero di Porta Tosa.

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