lunedì 2 marzo 2015

Le torri panoramiche di Milano, dalla Torre Stigler alla Torre Branca

Nel 1881 alle Esposizione Nazioneli ai Giardini Pubblici venne costruita la prima Torre Stigler.
L'idea fu di August Stigler, nato in un piccolo villaggio della Foresta Nera quasi al confine tra Germania e Francia. Giovane ingegnere si trasferì a Milano dove nel 1859 fondò le Officine meccaniche Stigler, una ditta per la costruzione di macchine e ascensori. Lo Stigler brevettò nel 1880 il primo ascensore idraulico. Per presentare la sua novità costruì una torre nel parco durante lìEsposizione Nazionale, una manifestazione organizzata dalla Camera di Commercio di Milano per mostrare il progresso raggiunto dall’Italia unita ed evidenziare il ruolo centrale della Lombardia. La torre aveva due piattaforme – una a 12 metri e l’altra quasi alla sommità a 40 metri – che potevano ospitare 160 persone; solo 40 per volta però potevano salire in cima grazie alle scale elicoidali o per mezzo di un innovativo elevatore a gas. Nel luglio del 1891 iniziano i lavori per la realizzazione del Parco Sempione sulla base del progetto di Emilio Alemagna, lavori che proseguirono alacremente nei mesi successivi in previsione della manifestazione che si sarebbe tenuta, proprio nell’area della ex piazza d’Armi, dal 6 maggio al 6 novembre del 1894: le Esposizioni Riunite.


 La seconda Torre Stigler, in acciaio, ideata e realizzata ancora dall’ingegner August Stigler era alta 50 metri, e al suo interno scorreva appunto una cabina di ascensore, che permetteva a chi lo desiderasse, di raggiungere celermente un’altezza di 38 metri, dove un terrazziono permetteva di ammirare la città e l’esposizione da un’angolatura decisamente insolita. La forza che spingeva in alto la cabina era data da un sistema idraulico, che prelevava, attraverso apposite tubazioni, direttamente dall’acquedotto civico l’acqua necessaria, che poi veniva mandata alla giusta pressione per aver la forza sufficiente a dare la spinta. Per la salita occorrevano circa tre minuti e mezzo, con un dispendio di 1400 litri d’acqua.






 Quando il 6 novembre 1894 chiusero i battenti dell’esposizione, la torre Stigler non venne smontata, e potè svettare a ricordo di quell’evento per decenni; nel 1915 gli Stigler la donarono al Comune, nel 1924 chiuse per un guasto all'ascensore e venne riaperta solo un anno dopo. Piano piano venne sempre meno frequentata e, dopo la costruzione della Torre Littorea/Branca, venne sostanzialmente abbandonata e usata solo durante il primo anno di guerra dalle vedette notturne contro i bombardamenti. Ai primi di giugno del 1941 venne infine deciso il suo abbattimento per recuperare le circa 30 tonnellate di ferro per usi bellici.



La terza torre panoramica di Milano fu voluta dal regime fascista nel 1933. Fu progettata da Cesare Chiodi e Gio Ponti per il disegno architettonico e da Ettore Ferrari per il calcolo delle strutture. Venne realizzata in sole "68 giornate lavorative" dalla ditta Angelo Bombelli Costruzioni Metalliche Spa di Milano e fu inaugurata lo stesso anno in occasione della V Triennale di Milano, col nome di Torre Littoria. Totalmente in tubi Dalmine, di acciaio speciale, flangiati e imbullonati, è alta 108,60 metri. La struttura principale della Torre ha forma tronco-piramidale a sezione esagonale, dal lato sei metri alla base. Nel 1939 sul tetto fu installato dall'EIAR un sistema trasmittente per la nascente televisione di Stato. Nel 1972 fu dichiarata inagibile a causa dell'eccessiva velocità dell'ascensore che portava al ristorante/bar sulla terrazza a 100 metri di altezza. La societa Fratelli Branca si prese carico delle opere di ristrutturazione nel 1985 e dopo lavori lunghissimi  viene riaperta sporadicamente tra il 1997 e il 2000, per poi venire definitivamente riaperta nel  2002.





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